Halloween con gli occhi dei bambini: tra gioco, scoperta e meraviglia

Travestimenti, piccoli esperimenti, foglie d’autunno e storie misteriose: come una festa può diventare un’occasione per esplorare, immaginare e conoscere il mondo.

Centro Origami 18 ottobre 2026 9 minuti di lettura

Bambini al tavolo tra zucche, foglie d’autunno e disegni di Halloween

Una zucca da svuotare, un mantello da indossare, qualche foglia raccolta durante una passeggiata e una pozione che sembra prendere vita da sola.

Per i bambini Halloween può essere tutto questo: un’occasione per inventare storie, trasformarsi in qualcun altro, sperimentare e lasciarsi sorprendere.

Ma dietro a ciò che può sembrare soltanto un pomeriggio di festa si nascondono tante opportunità di gioco, relazione e scoperta. E forse non è un caso che questa ricorrenza arrivi proprio quando, fuori dalla finestra, anche la natura sta cambiando volto.

Non dobbiamo necessariamente attribuire a ogni festa uno scopo educativo. Possiamo però provare a guardarla con gli occhi dei bambini e scoprire quante possibilità si nascondano in esperienze apparentemente semplici.

Un mantello, una storia e mille possibilità: il valore del travestimento

Basta davvero poco: un lenzuolo diventa un fantasma, una scatola di cartone si trasforma in un’astronave, un cappello a punta dà vita a una potente strega.

Nel mondo dei bambini, gli oggetti non sono soltanto ciò che sembrano. Possono cambiare forma, significato e funzione attraverso l’immaginazione.

È ciò che accade nel gioco simbolico, una forma di gioco in cui i bambini rappresentano situazioni, inventano personaggi e attribuiscono nuovi significati agli oggetti e alle azioni.

Il travestimento offre un’occasione particolarmente interessante per questo tipo di esperienza.

Un bambino può diventare un drago coraggioso, una bambina può inventare una strega che ha paura del buio. Insieme possono decidere che cosa succede nella loro storia, cambiare le regole, affrontare imprevisti e trovare soluzioni.

Attraverso il gioco di finzione, i bambini hanno l’opportunità di sperimentare ruoli, usare il linguaggio in modo creativo e confrontarsi con le idee degli altri.

La ricerca pedagogica e psicologica riconosce il valore del gioco nell’infanzia, pur ricordandoci che non tutti i benefici comunemente attribuiti al gioco simbolico sono stati dimostrati come effetti diretti.

E forse è proprio questo il punto: non abbiamo bisogno di dimostrare che un travestimento insegni qualcosa di preciso per riconoscere il valore di un bambino che immagina, inventa e gioca.

Possiamo semplicemente lasciargli lo spazio per farlo.

Un pizzico di paura, ma per gioco

Halloween porta con sé anche un altro ingrediente: il mistero.

Fantasmi, ombre, mostriciattoli e storie un po’ spaventose possono suscitare emozioni molto diverse. C’è chi si diverte moltissimo davanti a uno scheletro ballerino e chi preferisce osservarlo da lontano, magari tenendo stretta la mano di un adulto.

È interessante sapere che anche la ricerca si è occupata del piacere che può accompagnare alcune esperienze di paura.

Uno studio pubblicato nel 2025 su Child Psychiatry & Human Development ha osservato quanto siano diffuse, durante l’infanzia, attività in cui un piccolo brivido si accompagna al divertimento: dai giochi di inseguimento alle storie misteriose.

Questo fenomeno viene chiamato paura ricreativa. Non significa che provare paura sia sempre piacevole o utile, ma che, in alcune condizioni, un’esperienza leggermente spaventosa può essere ricercata proprio per il divertimento che suscita.

Pensiamo al piacere di nascondersi e saltare fuori gridando «Buuu!», oppure di ascoltare una storia di fantasmi sapendo di essere al sicuro sul divano di casa.

Il confine, però, è personale.

Ciò che diverte un bambino può spaventarne un altro, e ciò che oggi incuriosisce domani potrebbe non piacere più.

Per questo è importante che i bambini possano scegliere quanto avvicinarsi al mistero, senza essere forzati a partecipare a esperienze che li mettono a disagio.

Un fantasma buffo, una storia dal finale rassicurante o una stanza illuminata da piccole luci possono essere più che sufficienti.

Non serve essere coraggiosi a tutti i costi. Anche scegliere di non spaventarsi fa parte del gioco.

Quando la magia incontra la scienza

Immaginiamo una piccola scuola di magia.

Sul tavolo ci sono alcuni recipienti, un po’ di bicarbonato, dell’aceto e un guanto che sembra aspettare il momento giusto per prendere vita.

L’adulto annuncia che sta per realizzare un incantesimo. Mescola gli ingredienti e, improvvisamente, il guanto comincia a gonfiarsi da solo.

Gli occhi si spalancano.

«Ma come ha fatto?»

Ed eccoci davanti a una delle opportunità più interessanti che un laboratorio creativo può offrire: trasformare la sorpresa in curiosità.

L’esperimento del guanto che si gonfia, proposto anche dalla Royal Society of Chemistry nelle sue risorse didattiche, sfrutta una semplice reazione tra aceto e bicarbonato. Quando le due sostanze entrano in contatto producono, tra le altre cose, anidride carbonica: un gas che occupa spazio e può gonfiare il guanto.

Niente magia, quindi? Non proprio.

La meraviglia rimane, anche quando scopriamo come funziona qualcosa.

Anzi, per un bambino capire che dietro un fenomeno sorprendente esiste una spiegazione può aprire la strada a nuove domande.

Che cosa succederebbe usando meno bicarbonato? Perché si formano le bollicine? E se provassimo a osservare più attentamente?

Guanto nero che si gonfia sopra un barattolo con aceto e bicarbonato

Un piccolo laboratorio: la mano misteriosa

Per realizzarlo, un adulto può versare circa 60 ml di aceto in un barattolo stabile e mettere due cucchiaini abbondanti di bicarbonato nelle dita di un guanto sottile. Poi fissa l’apertura del guanto all’imboccatura del barattolo, tenendolo inizialmente sollevato, e lascia cadere il bicarbonato nell’aceto.

Il gas prodotto dalla reazione inizierà a gonfiare il guanto, come se una mano invisibile si stesse risvegliando.

I bambini possono osservare, fare previsioni e raccontare ciò che vedono, mentre l’adulto gestisce materiali ed esperimento.

Una piccola attenzione: l’attività richiede supervisione diretta, protezione degli occhi, attenzione a eventuali allergie al lattice e materiali adeguati. Non bisogna mai utilizzare contenitori rigidi chiusi ermeticamente né aggiungere prodotti per la pulizia.

Il valore dell’esperienza non sta nel realizzare un esperimento perfetto, né nel pretendere che tutti ricordino il nome del gas prodotto.

Sta nel dare spazio alle domande, nell’incoraggiare l’osservazione e nell’accogliere anche le ipotesi più fantasiose.

Perché la scienza, soprattutto nei primi anni di vita, può cominciare proprio così: da qualcosa che ci sorprende e dal desiderio di capirne un po’ di più.

La magia accende la curiosità. La scienza ci invita a seguirla.

Zucche, foglie e piccoli cambiamenti: Halloween racconta anche l’autunno

C’è poi una magia che non richiede nessun esperimento.

È quella che avviene fuori dalle nostre finestre, ogni giorno, mentre l’estate lascia lentamente spazio all’autunno.

Le giornate si accorciano, l’aria diventa più fresca, molte foglie cambiano colore e alcuni alberi iniziano a perderle. Nei boschi compaiono funghi e castagne, mentre diversi animali modificano le proprie abitudini in preparazione dell’inverno.

Halloween arriva proprio in questo periodo dell’anno, e le sue zucche possono diventare un punto di partenza per osservare i cambiamenti della natura.

Una zucca, per esempio, è molto più di una decorazione.

Possiamo toccarne la buccia, sentirne il peso, aprirla e osservare quanti semi contiene. Possiamo chiederci da dove arriva, come cresce e che cosa potrebbe succedere piantando uno dei suoi semi.

Durante una passeggiata possiamo raccogliere foglie già cadute, confrontarne le forme e i colori, cercare quelle più piccole o quelle dalle venature più evidenti.

E magari tornare, dopo qualche settimana, davanti allo stesso albero, per osservare che cosa è cambiato.

Sono esperienze semplici, ma preziose perché permettono ai bambini di avvicinarsi ai cicli naturali attraverso il corpo, i sensi e l’osservazione diretta.

Una revisione scientifica pubblicata nel 2020, che ha analizzato 66 studi sull’educazione ambientale nella prima infanzia, ha riscontrato risultati generalmente positivi nelle esperienze educative che valorizzano il contatto con la natura, il movimento, il gioco e l’esplorazione.

Non occorrono attività elaborate.

A volte basta concedersi il tempo di guardare una foglia da vicino e ascoltare tutte le domande che può far nascere.

E Halloween, con i suoi colori e i suoi simboli autunnali, può essere semplicemente un buon pretesto per farlo.

Una festa che ha viaggiato: conoscere tradizioni diverse

Spesso, quando si parla di Halloween, emerge una domanda: perché festeggiare una ricorrenza che non appartiene alla nostra tradizione?

È una domanda interessante, soprattutto se diventa un’occasione per raccontare ai bambini come nascono e cambiano le usanze.

Halloween, nella forma in cui lo conosciamo oggi, è stato profondamente influenzato dalla cultura statunitense. Le sue radici, però, sono molto più antiche e affondano nelle tradizioni delle Isole Britanniche, tra la ricorrenza celtica di Samhain, che segnava la fine dell’estate e del periodo dei raccolti, e la successiva tradizione cristiana della vigilia di Ognissanti.

Nel corso dei secoli, usanze e simboli si sono trasformati, hanno viaggiato con le persone e si sono incontrati con altre culture.

E anche l’Italia custodisce tradizioni legate a questo periodo dell’anno.

In Sicilia, per esempio, la commemorazione dei defunti del 2 novembre è stata tradizionalmente accompagnata dall’usanza di lasciare doni e dolci ai bambini. In diverse regioni italiane esistono inoltre racconti e rituali legati al ricordo delle persone care.

Le celebrazioni non sono tutte uguali e non hanno necessariamente lo stesso significato. Eppure, osservandole, possiamo scoprire come popoli diversi abbiano trovato modi differenti di raccontare il passare del tempo, la memoria, la vita e i legami familiari.

Conoscere una tradizione arrivata da lontano non significa dimenticare la propria.

Può significare, piuttosto, imparare a guardare il mondo con curiosità, riconoscendo che esistono modi diversi di vivere, celebrare e attribuire significato alle esperienze.

L’apertura verso altre culture non nasce automaticamente dall’indossare un costume o partecipare a una festa. È qualcosa che cresce attraverso il dialogo, l’incontro e il rispetto.

E anche la libertà di non partecipare è importante.

Ogni famiglia ha le proprie sensibilità e tradizioni. Possiamo raccontarle, ascoltarle e accoglierle senza pensare che tutti debbano festeggiare allo stesso modo.

Il regalo più bello? Lasciare spazio al gioco

Arrivati fin qui, potrebbe sembrare che per rendere Halloween davvero significativo sia necessario organizzare attività educative, esperimenti, laboratori e occasioni di apprendimento.

Ma non è così.

Un bambino che si diverte a rincorrere gli amici vestito da fantasma non deve necessariamente imparare qualcosa sulle emozioni.

Una bambina che passa mezz’ora a decorare una zucca non deve per forza conoscere il ciclo di vita delle piante.

E un laboratorio può essere bello anche soltanto perché permette di stare insieme, pasticciare, ridere e creare qualcosa con le proprie mani.

Il valore del gioco non dipende sempre da un risultato da raggiungere.

Come adulti possiamo proporre materiali, offrire spunti, rispondere alle domande e costruire contesti accoglienti. Ma possiamo anche imparare a fare un passo di lato, lasciando che siano i bambini a scegliere dove portare la propria immaginazione.

Forse è proprio questo il dono più interessante che una festa come Halloween può offrirci.

Ricordarci che, agli occhi dei bambini, il mondo è ancora pieno di possibilità da inventare, domande da fare e piccole meraviglie da scoprire.

E che non tutto ciò che conta deve necessariamente trasformarsi in una lezione.

A volte basta un mantello, una zucca e qualcuno disposto a giocare insieme a loro.

Fonti e approfondimenti

  1. NAEYCPlay. Il ruolo del gioco nello sviluppo e nell’apprendimento.https://www.naeyc.org/resources/topics/play
  2. Lillard A. S. et al. (2013)The Impact of Pretend Play on Children’s Development: A Review of the Evidence. Psychological Bulletin. Revisione critica delle evidenze sul gioco simbolico.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22905949/
  3. Taranu M. et al. (2025)Recreational Fear Across Childhood. Child Psychiatry & Human Development. Studio sulle esperienze di paura giocosa nei bambini.https://doi.org/10.1007/s10578-025-01850-2
  4. Royal Society of ChemistryIrreversible Changes and the Freaky Hand. Esperimento e risorse didattiche.https://edu.rsc.org/primary-science/irreversible-changes-and-the-freaky-hand/4013614.article
  5. Ardoin N. M. e Bowers A. W. (2020)Early Childhood Environmental Education: A Systematic Review of the Research Literature. Revisione di 66 studi sull’educazione ambientale.https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7348615/
  6. Smithsonian MagazineThe Celtic Origins of Trick-or-Treating. Storia ed evoluzione delle tradizioni di Halloween.https://www.smithsonianmag.com/history/celtic-origins-trick-treating-halloween-180984916/
  7. TreccaniMorte. Tradizioni popolari italiane legate alla commemorazione dei defunti.https://www.treccani.it/enciclopedia/morte/
  8. NAEYCAnti-Bias Education and Holidays. Rispetto e inclusione delle differenti tradizioni familiari.https://www.naeyc.org/resources/blog/anti-bias-and-holidays/

Festeggiamo Halloween insieme

Domenica 25 ottobre al Centro Origami: un pomeriggio per bambini dai 3 agli 8 anni e le loro famiglie, tra esplorazioni, musica, creatività e magia di Halloween.